Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro

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Alla futura amministrazione di Martinsicuro

La Città di Martinsicuro, porta d’ingresso a Nord dell’Abruzzo, dispone di un territorio piuttosto esiguo e sensibilmente antropizzato, ma comunque caratterizzato da risorse naturali quali il Litorale Adriatico e la campagna coltivata.
Sin dagli esordi della propria autonomia amministrativa la politica che ha governato la crescita della Città ha privilegiato, a ridosso delle zone residenziali, la nascita di insediamenti industriali pesanti nel settore metallurgico e chimico, particolarmente inquinanti, che hanno condizionato in modo negativo la vita e il benessere dei cittadini e lo sviluppo armonioso della risorsa turistica.
Così Martinsicuro da paese di pescatori e agricoltori è diventato in gran parte paese di industrie e operai rinnegando in qualche modo la propria vocazione originaria e rendendo difficile cogliere a pieno le potenzialità della risorsa turistica come sarebbe stato invece più logico.
La pianificazione territoriale ha dovuto infatti prevedere  il confinamento dello sviluppo turistico alberghiero nell’estrema propaggine Sud del territorio, là dove il disagio creato dalle attività  industriali è meno percepibile, creando però lontano dal centro città un quartiere “fantasma” per due terzi dell’anno.
La presenza delle industrie chimiche, metallurgiche e metalmeccaniche a ciclo continuo prossime a quelle Residenziali crea giorno e notte, per gran parte degli abitanti di Martinsicuro, enormi problemi al proprio benessere e alla qualità di vita a causa dei fumi inquinanti, dei rumori e degli odori nauseabondi.
Tale situazione, venutasi a creare anche per una errata pianificazione urbanistica del Comune, avrebbe dovuto imporre, quanto meno, da parte dello stesso Comune  un’attenzione e una vigilanza mirate che invece non sono mai state prestate né svolte dalle Amministrazioni che si sono succedute negli anni.
Le recenti indagini ambientali hanno infatti messo in evidenza una grave condizione di inquinamento ambientale di Martinsicuro e di Villa Rosa cui ancora non si è posto rimedio tanto che con l’Amministrazione guidata dal Sindaco Camaioni la città ha perso addirittura, come era logico, la “Bandiera Blu”  segno evidentissimo di come quest’ultima  Amministrazione comunale non abbia tenuto nella giusta considerazione gli aspetti ambientali e la cura del territorio.

Ed oggi tutti ne pagano le conseguenze.

L’attività di stimolo e di segnalazione agli Enti preposti nonché alla Magistratura, laddove è stato necessario, da parte dei Cittadini di Martinsicuro rappresentati dal Comitato Difesa Ambiente ha consentito in ogni caso, dopo anni di inerzia da parte della politica ed in particolare delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute e che avrebbero dovuto tutelare il proprio territorio e i propri cittadini, una serie di accertamenti che hanno condotto al rinvio a giudizio di alcuni imprenditori,  all’applicazione di sanzioni e all’obbligo di adeguamento delle proprie strutture industriali alle Norme di Legge.
Ma i problemi non sono stati comunque ancora tutti risolti ed è pertanto necessario che le forze politiche che si candidano ad amministrare per i prossimi cinque anni la Città   dichiarino il proprio impegno circa una maggiore attenzione all’Ambiente e ai disagi dei propri Cittadini causati dalle incongruenze urbanistiche del territorio.
Nella attuale campagna elettorale, ad oggi vengono ripetuti slogan rituali e generici sulla tutela dell’Ambiente ma nessuna forza politica ha affrontato il vero problema insoluto di Martinsicuro e cioè il rapporto tra l’insediamento delle attività industriali e l’inquinamento ambientale esistente,  tra i mancati controlli sulle medesime attività  e i disagi e il malessere dei cittadini e degli operai, né, tanto meno, ha enunciato le proprie iniziative per fronteggiare il problema.

Nell’operato della prossima Amministrazione della Città è dunque fondamentale non nascondere e non sottovalutare una questione così rilevante.
Dovrà essere compito del nuovo Sindaco di Martinsicuro impegnarsi affinchè sia ristabilito un corretto rapporto di convivenza tra le attività industriali e la vita dei Cittadini cogliendo l’occasione delle prossime Elezioni Amministrative per esporre nei propri programmi le concrete azioni che intenderà compiere in proposito.
Fondamentale è comunque, tra i tanti possibili interventi:

- Svolgere e richiedere controlli severi e costanti sulle attività Industriali
- Individuare forme di mitigazione dei disagi creati dalle predette attività
- Avviare percorsi che prevedano nel tempo la delocalizzazione, anche con premialità se necessario, di insediamenti incompatibili con il territorio
- Risanare terreni inquinati da depositi pregressi
- Monitorare, attraverso strumenti fissi nel territorio, la qualità dell’aria, dei terreni, delle acque
- Promuovere indagini epidemiologiche.

Solamente il ripristino dei valori ambientali corretti potrà consentire uno sviluppo residenziale, turistico e conseguentemente economico ottimale per la vita di Martinsicuro, oggi ricordata, soprattutto fuori dai propri confini, per le contraddizioni e gli aspetti conflittuali in cui versa.


I Cittadini di Martinsicuro si attendono dunque dalle forze politiche ed in particolare da quelle che sostengono di essere espressione diretta dei cittadini e di voler attuare esclusivamente la loro volontà, di essere finalmente ascoltati su un tema di carattere Ambientale così grave.
È ovvio comunque che debba essere dato il giusto peso anche ad altri aspetti quali ad esempio quelli inerenti il Verde pubblico della Città ed in particolare la vegetazione del lungomare, oggi lasciata deperire e morire senza neppure tentare alcun rimedio all’attacco parassitario in atto: la Giunta Camaioni si è limitata a desertificare, attraverso i tagli, gran parte degli spazi alberati senza provvedere ad alcun reintegro.
Altrettanto importante è il controllo e la conservazione dei fossi che scandiscono, quale valore naturalistico aggiunto, anche la zona balneare.
È altresì fondamentale compito di una corretta Amministrazione Comunale diffondere la cultura Ambientalista, soprattutto tra i giovani, calata sulle reali condizioni del Territorio di Martinsicuro, includendo le risorse positive e quelle in contrasto con l’Ambiente ed il benessere della Città, affinchè ciò costituisca momento di analisi e di stimolo per l’elaborazione di misure di controllo e di auto-controllo, nonché di riequilibrio degli ambiti degradati.

… O la “Politica” vuol continuare a fare lo “Struzzo” … come sempre ?

Chi vuole, può aderire, scrivendo a difesaambientemartinsicuro@gmail.com

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COMUNICATO STAMPA

Il COMITATO DIFESA AMBIENTE MARTINSICURO è tornato nei giorni scorsi a riunirsi in seduta plenaria attraverso la propria ASSEMBLEA GENERALE come previsto dallo STATUTO.

Nel corso della medesima gli Associati hanno riconfermato la fiducia al CONSIGLIO DIRETTIVO che ha guidato negli ultimi anni con passione, determinazione e convinzione il COMITATO nel perseguimento dei propri fini Statutari.

In particolare dall’Assemblea è scaturita la necessità e la volontà di proseguire nelle azioni a tutela del TERRITORIO di Martinsicuro e della Salute dei Cittadini.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO, che resterà in carica per i prossimi due anni, nel rendicontare l’attività  svolta ha assicurato il proprio impegno nel proseguire, senza incertezze, le azioni intraprese a tutela della Città, in assenza di altre iniziative  reali e concrete da parte della politica in generale a salvaguardia dell’Ambiente di Martinsicuro.

I risultati ottenuti in questi anni incoraggiano il Consiglio Direttivo e il Comitato tutto ad andare avanti.

Per la prima volta infatti, grazie alle incessanti segnalazioni, l’anomala attività Industriale presente massicciamente in un limitato territorio, quale è quello di Martinsicuro, determinata da errate scelte politiche di pianificazione della Città, ha cominciato ad essere oggetto di maggiori controlli da parte degli Enti Pubblici preposti.

Ma ancora molto rimane da fare come ad esempio posizionare una Centralina fissa per il monitoraggio permanente dell’aria e un’indagine epidemiologica: promesse del Sindaco ad oggi non mantenute.

I Processi Penali che si stanno celebrando proprio in questi giorni presso il Tribunale di Teramo nei confronti di alcune Ditte del territorio e dei quali non è stata ancora data inspiegabilmente adeguata informazione da parte della stampa locale, dimostrano quanto fossero fondate le segnalazioni del Comitato alla Magistratura che ha assunto provvedimenti di Rinvio a Giudizio con gravi capi di imputazione per reati ambientali.

L’Assemblea ha comunque manifestato anche il proprio apprezzamento verso alcuni Imprenditori che  hanno dato la propria disponibilità ad un confronto franco e sereno con il Comitato di Cittadini, fornendo assicurazioni su prossimi interventi volti alla mitigazione dei disagi per la popolazione.

È evidente dunque come il COMITATO DIFESA AMBIENTE MARTINSICURO sia ormai una realtà territoriale dalla quale non è più possibile prescindere.

Alcuni Imprenditori oculati lo hanno compreso dando dimostrazione alla politica e in modo particolare all’Amministrazione Comunale di Martinsicuro di aver perso un’importante occasione di confronto con la Città nell’ignorare e peggio ancora contrastare l’operato collaborativo del COMITATO costituito dai propri Cittadini.

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Salute e Ambiente sempre al primo posto

A quasi tre anni dall’avvio del Procedimento di Rinnovo dell’AIA e dalla formulazione delle prescrizioni imposte dagli Enti Pubblici competenti, la VECO non si è ancora messa in regola.

Dopo la ulteriore recente sospensione dell’attività in virtù di una diffida da parte della Regione Abruzzo, le Rappresentanze Sindacali hanno manifestato le loro preoccupazioni per i posti di lavoro degli operai, molto meno per la loro salute e per niente per quella dei Cittadini di Martinsicuro e per l’Ambiente, vera risorsa economica della Città che ha pianificato il proprio sviluppo soprattutto sul Turismo.

Se la VECO ha dovuto avviare, seppure svogliatamente e con una lentezza esasperante e senza portarli a termine, importanti lavori di adeguamento dei propri impianti per non continuare a contravvenire alle Leggi dello Stato è perché gli Enti Pubblici preposti hanno finalmente svolto i dovuti accertamenti e verificato che l’attività della VECO produceva inquinamento da anni:  e queste azioni degli Enti  non rappresentano “BUROCRAZIA”, termine usato in senso dispregiativo nei comunicati dei Rappresentanti Sindacali.

I Cittadini di Martinsicuro stanno purtroppo constatando in questi giorni un ulteriore rallentamento degli interventi di adeguamento a seguito alla recentissima decisione del TAR Abruzzo, seppure provvisoria, che ha sospeso la Diffida Regionale, riconoscendo prevalente al momento, in attesa della decisione collegiale del giorno 11 Maggio, l’aspetto economico ed occupazionale della Ditta VECO rispetto a quello Ambientale.

È ovvio che i Cittadini di Martinsicuro rappresentati dal Comitato Difesa Ambiente non possono condividere tale decisione ed anzi ricordano come in una intervista di qualche tempo fa, il Magistrato di Cassazione  Dott. Luca Ramacci abbia ricordato che “ inquinare è un reato e che il ricatto occupazionale non è una giustificazione “.

La ripresa dell’attività da parte della VECO ha riprodotto immediatamente al contorno, dal giorno stesso del riavvio, le medesime condizioni ambientali di inquinamento da polveri ed è molto importante che il TAR lo sappia.

Nel merito della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale, il Comitato Difesa Ambiente si chiede anche come mai la Dirigente Regionale Flacco non abbia adeguatamente informato il TAR medesimo sulla esistenza di analisi di laboratorio, compiute da Istituti Universitari per conto della Procura della Repubblica di Teramo, sulle polveri prodotte dalla VECO che hanno messo in evidenza la presenza di sostanze dannose per la Salute,  come specificato dalla ASL di Teramo e ribadito con apposite note, anche recenti, in possesso della Dirigente Regionale citata.

Ed ancora come mai la stessa Dirigente non abbia informato il TAR sui rischi di inquinamento da contaminazione, causato dalle polveri prodotte dalla VECO e depositatesi al contorno,  per le matrici ambientali Acqua sotterranea e Suolo, segnalati con apposita Nota del 3 Febbraio 2016 dal Settore Tutela e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Teramo competente sul trattamento di Rifiuti, anch’essa in possesso della citata Dirigente.

E di più, come mai non abbia fatto presente al TAR che il Sindaco di Martinsicuro, nella sua qualità di Autorità Sanitaria del territorio, in conseguenza del rischio ambientale di contaminazione, ha  emesso apposita propria Ordinanza n. 17 del 11.04.2016 con la quale ha intimato alla VECO la bonifica di immobili, situati in vicinanza della Fonderia, ricoperti dalle polveri prodotte dalla medesima.

Al Comitato Difesa Ambiente, che ha a cuore la tutela del Territorio e la Salute dei Cittadini di  Martinsicuro, le condizioni di inquinamento citate, che con la ripresa dell’attività della VECO si sono riprodotte tutte,  appaiono più che sufficienti a far sorgere qualche serio timore per la Salute Pubblica e per l’Ambiente contrariamente a quanto incautamente espresso dalla Dirigente Regionale citata.

È indispensabile pertanto che il TAR nella sua composizione collegiale valuti la reale condizione ambientale rappresentata.

Il Comitato Difesa Ambiente in ogni caso ha sempre provveduto ad informare di ogni azione la Magistratura di Teramo che ha già formulato diversi capi di imputazione nei confronti della Ditta chiamata prossimamente a risponderne in Tribunale.

Chi vuole, può aderire, scrivendo a difesaambientemartinsicuro@gmail.com

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Stop alle trivelle: le ragioni del sì

Perchè votare al referendum che si terrà Domenica 17 Aprile

Per cosa si vota:

Si vota per evitare che gli impianti di estrazione di idrocarburi (le fantomatice trivelle) che si trovano entro le 12 miglia dalla costa, continuino ad estrarre fino ad esaurimento del pozzo, anche dopo la scadenza della licenza loro concessa. Più precisamente, il referendum riguarda solo gli impianti di estrazione gia esistenti, e solo quelli entro le 12 miglia dalla costa, 48 impianti (21 licenze), rispetto ad un totale di oltre 130 impianti (66 licenze). Le licenze concesse hanno durata trentennale e sono rinnovabili per altri 10 anni.
La nuova legge (in realtà è una modifica della vecchia legge) che il referendum vuole abrogare, concede la possibilità di rinnovare la licenza fino ad esaurimento del pozzo di estrazione, eliminando così il  vincolo temporale.
Gli impianti sono quasi tutti localizzati nel mar Adriatico, ed estraggono quasi esclusivamente gas metano, poco più del 17% di tutto il metano estratto dall’Italia (entroterra compreso).

 

rapporto

 

Se vince il No

Tutto rimane così com’è, non cambierà nulla e le licenze verranno rinnovate a tempo indeterminato fino ad esaurimento del pozzo

Se vince il Sì
Il primo impianto si fermerà entro 5 anni, mentre tutti gli altri cesseranno l’attività di estrazione entro il 2034, scadenza naturale dell’ultima licenza, comprensiva di rinnovo.

Cosa NON cambia indifferentemente dalla vittoria del Sì o del No:
Oltre le 12 miglia dalla costa non cambierà nulla, si continuerà ad estrarre idrocarburi e concedere nuove licenze per la ricerca e l’estrazione.

Le ragioni del sì
Anche se l’estrazione riguarda soprattutto gas metano, per il quale il rischio di inquinamento è trascurabile, per quei pochi impianti che estraggono greggio, una fuoriuscita incontrollata di quest’ultimo,  darebbe luogo ad un disastro ambientale, in quanto il mar Adriatico è un mare chiuso e relativamente tranquillo.

Madre Natura non riuscirebbe a rimediare in tempi brevi all’ennesima ingerenza dell’attività umana, a differenza di quanto avviene negli oceani o nei mari del Nord, dove la Natura riesce a tornare alla normalità nel giro di uno o due anni.

In un mare chiuso qual’è l’Adriatico il danno all’ambiente sarebbe enorme, per non parlare delle ripercussioni sul turismo, la salute ed ovviamente l’ambiente. Il greggio estratto entro le 12 miglia, rappresenta circa lo 0.3 % di tutto il greggio estratto in Italia, entroterra compreso, e tutte le riserve italiane di idrocarburi , sia marine che terrestri, sarebbero sufficienti a soddisfare il nostro fabbisogno per appena 30 mesi !! Quelle marine per meno di 2 mesi !!

Vale la pena per due mesi di energia NON rinnovalbile, esporsi a tale rischio ??

Inoltre, votando SI, si da un segnale alle istituzioni politiche, di smettere di investire su risorse energetiche NON rinnovali, per di più scarse e a rischio ambientale, invece di dare seguito  agli obiettivi nazionali vincolanti dall’Unione Europea per le rinnovabili, che l’Italia ha fissato al 17% entro il 2020.
Islanda, Norvegia e Svezia sono già oltre il 50% mentre la media dell’Unione Europea è del 20%. Il taglio degli incentivi al fotovoltaico, disposti nel 2015 dal governo, rischia di aumentare ulteriormente il ritardo dagli altri paesi.
Il futuro nostro e del nostro paese, dovrà passare per una politica eco-sostenibile, al governo di oggi e a quelli che verranno, chiediamo di investire nell’eolico, nel fotovoltaico, nel geotermico, in bio metano e simili risorse,  ridurre i consumi ed eliminare gli sprechi, incentivare il riciclo dei rifiuti e favorire la cultura del rispetto per la Natura e l’ambiente in cui viviamo.

Per approfondimenti:

Trivelle per tutti: il raschia barile dello “sblocca Italia”  – prof. Federico Valerio
Riparte la caccia all’oro nero, a rischio le coste italiane – Oggi Scienza
Trivelle d’Italia, breve guida al referendum  – National Geographic
Pro e contro il referendum sulle trivellazioni – Il Post

 

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Storie di ordinaria follia

In data 1 marzo 2016, il Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro, invia una nota al Comune di Martinsicuro e al Corpo Forestale, per segnalare rifiuti abbandonati nel territorio comunale.
Viene consegnato al Corpo Forestale un cd contenente tutte le foto e viene precisato che:
Si resta a disposizione per ogni forma di collaborazione ritenuta utile, ivi compresa la partecipazione ad eventuali sopralluoghi che si andranno a programmare”.

Queste sono solo alcune delle foto consegnate alla Forestale e a seguire la segnalazione. Il reportage completo potete trovarlo sulla pagina facebook del Cdam. Rifatevi gli occhi!


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Sembra essere fondamentale dover chiarire ogni volta le nostre intenzioni, che sono solamente quelle di poter vivere in un paese salubre, che rispetti l’ambiente e tuteli la salute dei propri cittadini. In questi anni abbiamo fatto tante segnalazioni di irregolarità, inquinamento, emissioni non autorizzate in atmosfera ed ogni volta abbiamo avuto contro istituzioni, enti e addirittura cittadini che ci definiscono dei “visionari”, portatori di interessi personali; beh, se la salute è definito un interesse personale, allora evidentemente è così!

La storia non finisce qui.

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Il Sindaco di tutta risposta ci comunica che l’esposto non è accoglibile in quanto generico e non circostanziato. L’Amministrazione Comunale pertanto si preoccupa di rimproverarci per la forma imprecisa della segnalazione dimostrando di non apprezzare la collaborazione del Comitato Difesa Ambiente nella tutela del Territorio della nostra Martinsicuro. La prossima volta, Signor Sindaco, non si preoccupi, faremo prima noi tutte le Visure catastali, andremo alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, verificheremo tutti gli Atti di Successione relativi ai terreni indicati in modo tale che la sua Amministrazione non si affatichi troppo nel gravoso compito di controllo del territorio a cui, per la verità, non è particolarmente portata, come abbiamo dovuto malauguratamente constatare in tante altre occasioni… e come per altro abbiamo dovuto, nostro malgrado, segnalare alla Magistratura.
Sembra assurdo… ma questa storia è accaduta davvero !!

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Silice Libera Cristallina: essere informati


La silice (SiO2) è un composto che risulta dalla combinazione dei due elementi più abbondanti sulla superficie terrestre: il silicio e l’ossigeno. La silice si trova comunemente allo stato cristallino, ma può avere anche struttura amorfa. Il vetro è fatto di una forma amorfa (non cristallina) silice, la sabbia del mare è prevalentemente costituita da silice

Tra le forme di silice allo stato cristallino la più comune è il quarzo, che risulta essere il secondo minerale più diffuso sulla crosta della terra.

quarzoQuarzo

22793122_ametista_fasciataAmetista fasciata

31352755_quarzo-azzurroQuarzo Azzurro

46314705_quarzo-citrinoQuarzo Citrino

Il quarzo, insieme alla tridimite e alla cristobalite (che sono le forme che assume il quarzo ad alte ed altissime temperature) sono spesso definiti tipi di silice libera cristallina (SLC), perché la silice cristallina non è legata chimicamente. L’interesse per la silice cristallina è dovuto alla sua diffusa presenza in natura, all’ampio utilizzo di materiali e prodotti che la contengono in numerose attività industriali e alla sua potenziale pericolosità per la salute.

Da tempo è noto infatti che l´inalazione di polveri contenenti silice cristallina può causare silicosi e altre malattie respiratorie croniche. Dal 1997 con la pubblicazione della monografia 68/97 della IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), in cui si afferma che “…la silice cristallina inalata in forma di quarzo e cristobalite da sorgenti occupazionali è cancerogena per gli umani.
La vigilanza sanitaria è ulteriormente aumentata, per la possibilità di rischio di cancerogenesi nell’esposizione in ambiente di lavoro a polvere respirabile di silice libera cristallina (SLC).

È importante sottolineare che è la frazione respirabile della polvere a destare preoccupazione, per quanto riguarda il rischio derivante da esposizione a SLC. Dove si trova la SLC:

dove si trova la SLC

 

Attività industriali ove è maggiore l’esposizione alla SLC secondo lo IARC:

  • Miniere di minerali metalliferi
  • cave a lavorazione del granito e di altri lapidei
  • Ceramica, sanitari, terraglia e mattoni refrattari
  • Fonderie

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L’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists), un ente americano analogo al INAIL, nel 2006 ha individuato il valore di 0,025 mg/m3 di Silice Libera Cristallina nella frazione respirabile come quella concentrazione che, riferita ad 8 ore di esposizione, e con esposizione ripetuta, salvaguarda da effetti sulla salute.

Recenti studi hanno stimato che il rischio di contrarre alterazioni delle funzioni respiratorie (BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva) in seguito ad una esposizione a silice pari a 0,3 mg/m3 per 24 anni equivale al rischio generato dal fumo di 20 sigarette al giorno per 30 anni.

Negli ultimi dieci anni, sono stati organizzati numerosi convegni, seminari e tavole rotonde per affrontare il problema dell’esposizione professionale alla SLC negli ambienti di lavoro.

Enti Regionali, ASL, ARPA, INAIL, ISS si sono interrogati sulle migliori pratiche per limitare il rischio,

la Regione Toscana in particolare, nel 2005 ha prodotto un libro “Linee guida nell’esposizione professionale a SCL” e nel 2008 un gruppo di lavoro formato da Dipartimento di Sanità Pubblica di MODENA e BOLOGNA, Dipartimento di prevenzione di Vicenza, INAIL, ASSOFOND e rappresentanza sindacati confederati ha rilasciato una linea guida specifico per le FONDERIE DI SECONDA FUSIONE CON FORMATURA IN TERRA.

Di seguito alcuni riferimenti raggiungibili via Internet

Chi vuole, può aderire al Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro, scrivendo a: difesaambientemartinsicuro@gmail.com

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PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA. LA SOLUZIONE DELLA POLITICA: INNALZARE I PARAMETRI LIMITE E LEGITTIMARE L’INQUINAMENTO ACUSTICO.

In una recente intervista resa ad un quotidiano nazionale il Magistrato di Cassazione, Luca Ramacci, ricorda un certo malcostume in campo ambientale, tutto Italiano,  consistente nell’adattare i parametri sull’inquinamento alle esigenze degli Imprenditori.

A Martinsicuro abbiamo assistito pochi giorni fa alla conferma di quanto asserito dal Magistrato anzi di più: tutta la politica locale con grande soddisfazione, emersa dalle interviste del Sindaco e dalle dichiarazioni dei politici di ogni orientamento, ha annunciato alla Città di aver risolto definitivamente la diatriba sulla questione del rumore prodotto dalla VECO, con una Variante al Piano di Classificazione Acustica di Martinsicuro in cui viene innalzato il parametro limite del rumore consentito alla Fonderia, rendendo così legittimo un maggiore inquinamento acustico a scapito delle residenze prossime alla stessa, portate, a loro volta, in classe di immissione del rumore più elevata… alla faccia dell’attenzione per l’Ambiente e per i Cittadini dichiarata recentemente dal Sindaco!

Nella vicenda c’è anche un aspetto comico da sottolineare: la guerra che si è scatenata tra le forze politiche presenti in Consiglio Comunale per vantare la paternità della decisione.

Per il resto… NULLA… nessuna preoccupazione per i cittadini, soprattutto per i bambini in tenera età, per i turisti, per l’adiacente campeggio, per la spiaggia, per la fauna, per l’ambiente! NULLA di concreto.

E pensare che i problemi della VECO non riguardano solo il rumore, che rappresenta una minima parte della questione, ma i fumi e le polveri nere che respiriamo e i pessimi odori di fusione con cui viviamo.

Va chiarito subito che la Variante non è stata approvata ma semplicemente “adottata”.

Ora la parola torna ai Cittadini, alle Associazioni e a tutti coloro che vorranno, con le proprie “Osservazioni” proporre modifiche alle decisioni della politica.

A tutte le osservazioni il Consiglio Comunale dovrà, per Legge, dare risposta.

E il Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro non starà certo con le mani in mano…

Ciò che nei giorni scorsi ha comunque colpito favorevolmente è la posizione dei Sindacati che sono tornati sul caso VECO chiedendo alla Proprietà e agli Enti di fare la loro parte per risolvere i problemi. In particolare, così si è letto alcuni giorni fa sulla Stampa locale, hanno chiesto all’Azienda maggiore responsabilità e l’elaborazione di un Piano di Interventi finalizzato alle prescrizioni Ambientali.

Dunque il “Problema Ambientale” c’è, finalmente, anche per il Sindacato.

Se tale atteggiamento fosse stato assunto subito e si fosse chiesto subito all’Azienda di adeguare i propri impianti alle Norme di Legge, come per la verità hanno fatto gli Enti preposti al rilascio delle Autorizzazioni, si sarebbero guadagnati anni di inutili inquinamenti, di inutili polemiche e colpevolizzazioni verso il Comitato Difesa Ambiente che ha sempre chiesto il rispetto della Legge e mai l’annullamento delle attività!

Pare di capire che finalmente siamo sulla stessa linea: l’Azienda faccia ciò che deve fare nel rispetto della Legge, dei Lavoratori, dei Cittadini che condividono il territorio, dell’Ambiente e della Salute e gli Enti assolvano i propri compiti istituzionali di controllo e di tutela dei valori ricordati.

È bene infine ricordare una frase dell’intervista del Magistrato Ramacci: “Inquinare è reato. Il ricatto occupazionale non è una giustificazione”.

Chi vuole, può aderire al Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro, scrivendo a difesaambientemartinsicuro@gmail.com

Toxic and polluted air
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COSA RESPIRIAMO? ORA LO SAPPIAMO.

Finalmente ARTA Abruzzo pubblica i risultati della campagna di monitoraggio della qualità dell’aria a Martinsicuro. E il Comitato, purtroppo, non si sbagliava!

Dalla relazione sulla condizione dello stato dell’aria a Martinsicuro, si evince una situazione sconcertante. Sapevamo di non respirare la migliore delle arie, ma non pensavamo che la situazione fosse così grave. L’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente in Abruzzo) nel 2015 ha eseguito 3 campagne di analisi dell’aria in prossimità della zona industriale di Martinsicuro e più precisamente:

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1° e 2° campagna in via dei Vivai dal 28 Febbraio al 20 Aprile
3° campagna in via dei Pini, zona residenziale e non industriale (come erroneamente scritto sulla tabella dell’Arta) dal 25 Giugno al 20 Luglio
In giallo le zone industriali

Fra i composti chimici riscontrati, da evidenziare la massiccia presenza di IPA e Toluene soprattutto in orari notturni ed anche gli sforamenti dei limiti di legge per le polveri sottili PM10 e Benzene.

Giusto per fare un po’ di chiarezza, gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), sono un mix di composti chimicamente simili, fra questi spicca il Benzo(a)Pirene a causa della sua comprovata canceroginità, tant’è che lo IARC (International Agency  for Research on Cancer), il più autorevole ente mondiale per la prevenzione del cancro, un organo dell’ONU che opera sotto l’egidia dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’ha classificato nella lista delle sostanze cancerogene, al pari di amianto, diossine, pcb, benzene e silice cristallina (cristobalite). A parte il Benzo(a)Pirene, tutti gli altri IPA sono stati classificati come probabili cancerogeni dalla stessa IARC.

Di seguito l’immagine ripresa dalla relazione dell’ARTA, sulla quantità di IPA a Martinsicuro rispetto ad altre analoghe campagne svolte in Abruzzo:

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Dalla tabella qui sopra si evince che sui valori medi siamo in alto nella classifica, ma sui valori di picco massimo di inquinamento non ci batte nessuno. Vinciamo a mani basse su tutti gli altri, in tutti i periodi di riferimento, estate, inverno e primavera… peccato non aver fatto anche la campagna d’autunno, un bel poker non ce lo toglieva nessuno.

Giusto per dare un’idea della quantità di IPA nell’aria, una sigaretta in media contiene/produce circa 60 ng  (nanogrammi) di IPA, meno di quanto ne troviamo mediamente all’anno in un metro cubo di aria a Martinsicuro e durante la notte si va dai 200 a 400 ng con punte di 700 e passa ng, come si evince dal grafico qui sotto sempre ripreso dalla relazione dell’ARTA:

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Ed il Toluene ???
Il Toluene è un parente stretto del più noto Benzene, a differenza di quest’ultimo non ha proprietà cancerogene, ma è comunque molto tossico.

4-benzeneBenzene

5-tolueneToluene

Sempre a differenza del benzene, il Toluene non viene rilasciato dai motori delle automobili, ma è di chiara origine industriale, il limite di legge per il Benzene è pari a 5 ug/m3 (microgrammi per metro cubo di aria), mentre per il Toluene la legge italiana non ha ancora definito un limite, comunque sia, ciò non giustifica che durante certe notti gli abitanti di Martinsicuro debbano respirarsi livelli di Toluene tra  i 30 e i 50 ug/m3, come si evince dall’ennesimo grafico riportato dall’ARTA:

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Giusto per fare un paragone, l’ultimo rapporto dell’ARPA Puglia (l’equivalente dell’ARTA Abruzzo) datato Aprile 2015, ha rilevato per la famosa fonderia ILVA di Taranto, valori di Toluene mediamente sotto i 10 ug/m3 e stiamo parlando di una della più grandi acciaierie d’Europa e con le stazioni di rilevamento permanente poste “dentro” il perimetro dell’ILVA!!

In conclusione, come evidenziato e sottolineato dalla stessa ARTA e, a conferma di quanto denunciato da anni dal Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro, gli sforamenti dei limiti di legge avvengono soprattutto in orari notturni (e quindi con traffico automobilistico ridotto al minimo n.d.r.).

A questo punto, ci chiediamo come il Sindaco di Martinsicuro possa aver dichiarato e firmato nel Verbale della Conferenza dei Servizi tenutasi in Regione il 16/06/2015 (prot.  RA/159768):
“… non si evidenziano situazioni di pericolo per la salute pubblica”.

Come poteva essere certo di queste affermazioni, quando la ASL circa sei mesi prima scriveva proprio al Sindaco che, da un attento esame dei risultati e dai sopralluoghi effettuati da ARTA, erano emerse delle criticità che potevano rappresentare dei potenziali rischi per la salute pubblica?

E come può, ancora oggi, avere queste certezze? Ecco cosa scrive l’ARTA il 26/10/2015 sul suo sito ufficiale:
“In sostanza, in una valutazione d’insieme delle tre campagne, anche confrontando questi risultati con i dati rilevati in altre località investigate in precedenza, appare evidente un’alterazione dello stato di qualità dell’aria della zona di Villa Rosa, in particolare per gli idrocarburi policiclici aromatici, alterazione che trae origine anche dalle attività industriali. Dalla terza campagna è inoltre emerso che gli episodi di alterazione dello stato di qualità dell’aria, che come detto si sono riscontrati in alcuni orari della giornata e in presenza di condizioni meteorologiche che sfavoriscono la diluizione e la dispersione degli inquinanti, ha interessato aree del territorio destinate all’uso residenziale al di fuori della zona industriale.

Quindi, con quali dati ed in base a cosa il Sindaco, che rappresenta l’autorità sanitaria locale, può fare tali dichiarazioni? Alla  luce di questi ultimi e pesanti risultati presentati da ARTA sulla qualità dell’aria del territorio, può ancora garantirci che non ci siano rischi per la salute?

Si tratta ovviamente di una domanda retorica.

Il Sindaco NON può, non più!

Chi vuole, può aderire al Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro, scrivendo a difesaambientemartinsicuro@gmail.com

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COMUNICATO STAMPA

Una nuova denuncia è stata presentata dal COMITATO DIFESA AMBIENTE MARTINSICURO alla Procura della Repubblica di Teramo nei confronti della Fonderia VECO di Martinsicuro.

Unitamente alla denuncia sono stati trasmessi alla Magistratura documenti filmati comprovanti le emissioni in atmosfera di densi fumi e polveri scure, dovute alla combustione, che la Ditta continua a rilasciare in Ambiente a danno dello stesso e molto probabilmente della salute dei Cittadini di Martinsicuro che le respirano : è la 33^ da quando gli abitanti di Martinsicuro, rappresentati dal Comitato Difesa Ambiente hanno deciso di non rassegnarsi a convivere con delle attività che non rispettano l’Ambiente, la Salute e la quiete Pubblica e non dimostrano attenzione alla Legge, alle regole di convivenza con il contesto urbano e con quello naturale in una Città che basa il proprio sviluppo sulle risorse ambientali e sul turismo.

Con la denuncia è stato chiesto altresì alla Magistratura di accertare quali responsabilità siano attribuibili agli Organi di Controllo e Autorizzativi, facenti capo alla Regione Abruzzo, che hanno consentito nei trascorsi ultimi tre mesi la ripresa dell’attività, pur con impianti non dichiarati a norma, per l’espletamento delle Verifiche di Legge.

Nonostante il lungo periodo concesso, in realtà, non risulta al Comitato che tutti gli accertamenti dovuti, che avrebbero richiesto tempi ben più brevi, siano stati effettuati.

La conseguenza è stata quella di aver continuato a far convivere gli abitanti di Martinsicuro con le emissioni nocive della VECO assumendosene la responsabilità.

Le condizioni poste dalla Regione per l’esercizio dell’attività provvisoria nei tre mesi, non sono state rispettate sin dalla ripresa della stessa e nonostante le immediate segnalazioni del Comitato agli Enti preposti al controllo, nulla risulta essere stato fatto nei tre mesi nei confronti della VECO per indurla a rispettare le norme e le condizioni assegnate. Nulla è cambiato.

Né risulta che il Sindaco di Martinsicuro, Autorità Sanitaria e Amministratore del Territorio, informato ogni volta, abbia assunto iniziative in appoggio alle finalità del Comitato di difesa ambientale della Città e dei suoi Abitanti e svolto un ruolo risolutivo.

Perché?

Da qui la 33^ denuncia che, questa volta, coinvolge anche le responsabilità degli Enti.

Ogni eventuale ulteriore proroga alla VECO farebbe scattare un’altra denuncia alla Magistratura nei confronti degli Dirigenti degli Enti non essendo più possibile farsi beffa della Salute e del Benessere dei cittadini.

Chi vuole, può aderire al Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro, scrivendo a difesaambientemartinsicuro@gmail.com

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IL COMITATO SUL QUOTIDIANO “IL CENTRO”

Finalmente anche la Stampa inizia a seguire le importanti questioni che stanno a cuore al Comitato Difesa Ambiente Martinsicuro.
Il 21 agosto il quotidiano “Il Centro” ha pubblicato un articolo che parla chiaro e spiega in parole semplici quello che sta accadendo ormai da troppi anni.
È ora di cambiare aria!
Leggi l’articolo (…)

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